Violante Momesso

Il falegname Violante Massimo aveva fatto il militare nel “genio guastatori” a Verona, era diventato comunista e, tornato a casa, voleva fare di tutti i cittadini, che vivevano poveramente come lui, dei comunisti. Quando ebbe inizio la guerra di liberazione nazionale, si gettò con impegno e passione nella lotta. Si arruolò nel G.A.P. (Gruppo di Azione Patriottica) di San Donà e divenne poi partigiano nella brigata “Piave”, svolgendo un’attività di propaganda e di raccolta di armi. Partecipò a numerose azioni di sabotaggio delle vie di comunicazione e trasportò per i combattenti della montagna, a Follina, a Castelfranco, a Conegliano, le armi che, assieme ai compagni, riusciva a procurarsi.

L’11 gennaio 1944 venne arrestato e incarcerato nel penitenziario veneziano di Santa Maria Maggiore. Verso la fine di luglio fu selezionato per la deportazione in Germania, ma l’esplosione di una bomba nella sede del Comando provinciale della GNR (Guardia nazionale repubblicana) di Venezia, a Ca’ Giustinian, per mano dei partigiani, cambiò ogni cosa. Scelto con altri dodici uomini, fu fucilato a soli vent’anni il 28 luglio 1944 sulle macerie dell’edificio.

Fonti

  • Commemorazione dei tredici Martiri nel XX anniversario della Resistenza, a cura dell’Amministrazione Comunale di San Donà di Piave
  • M. Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuova Dimensione -Iveser -Anpi S. Donà, Portogruaro, 2007
  • Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it), on line dal 26 aprile 2007, INSMLI
  • Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3588), INFP - ANPI