Venceslao Nardean

“L’hanno portato via di notte, ci hanno fatto alzare dal letto e hanno perquisito la casa [...] Anche la mamma è stata condotta in prigione dove è rimasta per alcuni giorni, e poi è stata male e l’hanno mandata a casa. Mentre si trovava in carcere sentiva le torture che facevano ai ragazzi”. Questo il racconto dell’arresto di Venceslao Nardean nelle parole della sorella appena diciassettenne, che si discostano dalla versione data da Ugo Dinelli nel libro Rosso sulla laguna, dove si racconta che il martire era stato arrestato, mentre fuggiva in bicicletta.

Il giovane falegname di Noventa Di Piave, dopo l'armistizio, aveva preso parte alla lotta di liberazione. Si era prodigato in una costante attività di propaganda antifascista, producendo e affiggendo manifesti che inneggiavano alla libertà e invitavano alla lotta. Il desiderio di libertà lo aveva portato a militare nelle squadre della gioventù antifascista di San Donà di Piave. Il suo arresto era seguito allo scoppio di una bomba carta alla casa del Fascio di San Donà e da qui era stato portato nelle carceri veneziane. Quando venne fucilato per rappresaglia sulle macerie del palazzo veneziano di Ca’ Giustinian, fatto saltare in aria dai partigiani il 26 luglio 1944, aveva 19 anni.

Fonti

  • Commemorazione dei tredici Martiri nel XX anniversario della Resistenza, a cura dell’Amministrazione Comunale di San Donà di Piave
  • M. Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuova Dimensione -Iveser -Anpi S. Donà, Portogruaro, 2007
  • Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it), on line dal 26 aprile 2007, INSMLI
  • Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3588), INFP - ANPI