Stefano Bertazzolo

Stefano Bertazzolo nacque a Carrara S.Giorgio il 6 febbraio 1919 e in seguito si trasferì a San Donà. Contadino in origine, tornato dalla guerra non fu più in grado di continuare con quel lavoro. Benché invalido, riuscì a farsi assumere in uno zuccherificio come impiegato. Fu volontario in moltissime azioni cospirative contro i fascisti e si dedicò al trasporto di armi e munizioni. Venne arrestato nel gennaio del ‘44 in quanto, secondo il documento della questura, doveva rispondere di “detenzione di esplosivo (gelatina, capsule di innesco a miccia ed elettriche) e di una pistola con relative munizioni”. Bertazzolo trascorse quasi tutti i sei mesi di prigionia in infermeria a causa della tubercolosi, che aveva contratto in guerra. Il 28 luglio 1944 venne fucilato per rappresaglia, dopo l’attentato partigiano alla sede del Comando provinciale della Guardia nazionale repubblicana di Venezia a Ca’ Giustinian. Se ne andava, lasciando un bambino, cui non aveva fatto in tempo a dare il proprio nome.

Fonti

  • Commemorazione dei tredici Martiri nel XX anniversario della Resistenza, a cura dell’Amministrazione Comunale di San Donà di Piave
  • M. Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuova Dimensione -Iveser -Anpi S. Donà, Portogruaro, 2007
  • Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it), on line dal 26 aprile 2007, INSMLI
  • Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3588), INFP - ANPI