Ernesto D'Andrea

“Saluti e baci a tutti. Siate forti! come lo sono io. Ciao alla mamma, al babbo, a tutti, a Maria, a Ghiddetti.” Queste le ultime parole del partigiano poco prima del martirio. Nato a Musile il 10 dicembre 1913, Ernesto D'Andrea lavorava come operaio a Marghera. Iscritto al partito comunista da anni, era capo della cellula di San Donà di Piave; fu anche il primo organizzatore partigiano della zona, comandante del primo G.A.P. (Gruppo di Azione Patriottica). Aveva preso parte a parecchie rischiose imprese ed era riuscito a sottrarre ai tedeschi una grande quantità di armi. Gli uomini, che erano sotto il suo comando, avevano in D’Andrea una fiducia illimitata, anche perché era sempre in prima linea in tutte le azioni di guerra.

Da un documento della questura di Venezia si evince che era stato accusato sia dell’esplosione di un ordigno in un vagone della linea ferroviaria Ceggia-San Donà di Piave nel 1943, sia di quella presso la Casa del Fascio di San Donà di Piave nel 1944. Alle ore 5 del 28 luglio 1944, quando per rappresaglia venne martirizzato a Venezia sulle macerie del palazzo di Ca’ Giustinian fatto saltare dai partigiani, aveva 30 anni.

Fonti

  • Commemorazione dei tredici Martiri nel XX anniversario della Resistenza, a cura dell’Amministrazione Comunale di San Donà di Piave
  • M. Biason, Un soffio di libertà. La Resistenza nel Basso Piave, Nuova Dimensione -Iveser -Anpi S. Donà, Portogruaro, 2007
  • Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (http://www.ultimelettere.it), on line dal 26 aprile 2007, INSMLI
  • Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia (http://www.straginazifasciste.it/?page_id=38&id_strage=3588), INFP - ANPI